Il livore della sinistra
21 mar
Il giorno dopo la manifestazione del PdL a Roma, la sinistra cerca di riconquistare la scena persa ieri.
Le polemiche sui numeri (la questura dice 150.000 ed è tranquillamente plausibile che sia così, io stesso avevo già previsto che il numero reale sarebbe stato moltiplicato per un fattore 10) sembrano la preoccupazione maggiore dell’opposizione, tanto che Repubblica s’è inventata un articolo da operetta nel quale dipingevano Berlusconi praticamente incazzato per “il mancato riempimento delle vie laterali della piazza“… una stronzata indegna, dato che si vedeva dalle immagini che ho postato ieri durante il live che le vie d’accesso alla piazza erano gremite, ma tant’è. I rappresentanti del PD dissertano sui numeri, si soffermano su quelle poche parole dette da Berlusconi nei loro confronti e contro i magistrati rossi.
E’ il loro mantra. Rafforzato anche stamattina da un esponente PD ad Omnibus con l’altro piatto forte della sinistra: “abbiamo un presidente del Consiglio che è il padrone dell’informazione”. A ridanghe. Peccato che abbiano avuto decine di opportunità per fare una legge sul conflitto d’interessi e l’hanno sempre buttata al vento.
Livore, quello della sinistra, che non si limita ai politici, ma parte dalla base: basta vedere alcune immagini del corteo di ieri. Di quei poveracci che dovevano per forza far notare che “anche loro c’erano per dire no a Berlusconi”. Sempre molto democraticamente si sono infilati nel corteo (anche se a livello aereo) per rovinare la festa di un popolo che ha pochissime occasioni per contarsi, per prendere coscienza di sè. E’ questa pervasione di ogni spazio che fa paura. Abbiamo capito che Berlusconi è amato da metà del Paese e odiato dall’altra metà, ad ogni occasione pubblica, ad ogni manifestazione viene ribadito questo concetto. Di Pietro non manca intervista per definirlo piduista, mafioso e criminale, ogni manifestazione non è completa senza una condanna a morte ben esplicitata verso Berlusconi. Lo sappiamo. Ma possibile che almeno per un giorno non possano evitare la contrapposizione fisica, visiva? Evidentemente no.
Per quanto riguarda gli altri temi, Repubblica sottolinea l’assenza di Fini e la mancata citazione di Fini nel discorso di Berlusconi. Io non me ne stupisco, sinceramente. Fini ha voluto smarcarsi totalmente da questo Governo, ha scelto di costruirsi una maschera istituzionale a discapito della lotta politica a fianco di Berlusconi e pagherà le conseguenze di ciò. Il primo scotto è l’esclusione dal successo di piazza. Se uno in piazza non ci va e mostra di non interessarsene, non ci si può aspettare che venga citato o osannato. Semplicemente viene ignorato. Come è fatale che succeda.
Viceversa Bossi è stato un co-protagonista dal palco (anche se di certo non ha “rubato la scena” a Berlusconi come pretende la vulgata diffusa da Scalfari) perchè non ha mai fatto mancare appoggio al Governo pur facendo sentire la propria opinione.
Avendo citato Scalfari, vediamo il vecchio (e ormai anche logoro) giornalista cosa afferma nel suo sermone della domenica:
[...]Ha promesso addirittura che il suo governo avrebbe vinto il cancro. Incredibile, ma è accaduto in quella piazza e da quel palco.[...]
Come al solito Scalfari è un abile manipolatore della lingua italiana, abile e terrificante allo stesso tempo. In realtà Berlusconi non ha promesso la vittoria sul cancro, così, alla carlona, in realtà la frase era un po’ più complessa:
Vogliamo garantire a tutti una sanità più efficiente, con la prevenzione, con l’assistenza, con la ricerca. Vogliamo anche vincere il cancro, che colpisce ogni anno 250000 italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri concittadini.
Chiaro che nel contesto assume un altro significato, in generale più coerente e meno fantasioso. Semplicemente ha detto che darà più fondi alla ricerca e alla prevenzione. In più, altro estratto di Scalfari:
[...]La decisione di firmare davanti a quella piazza un patto con i candidati al governo delle Regioni, nel quale patto il governo da un lato e dall’altro le Regioni che saranno guidate dal centrodestra si impegnano a realizzare un programma comune con appoggio reciproco. E le Regioni guidate dall’opposizione, si domanderà qualcuno? “Con loro è impossibile discutere” ha detto dal palco Berlusconi. Il capo del governo ha cioè pubblicamente annunciato che discriminerà le Regioni che in libere elezioni saranno presiedute dall’opposizione. Se questa è la libertà da lui difesa e promessa, stiamone se possibile alla larga.[...]
In realtà la conclusione l’ha decisa Scalfari e solo lui. Berlusconi ha solo fatto notare che il Governo ha avuto difficoltà a dialogare con le regioni rosse (“Con loro è impossibile discutere”), ma non ha mai detto che con le regioni rosse non avrebbe più avuto a che fare.
Come sempre si riesce a stravolgere il significato di un messaggio.
Come sempre, livore sinistro.
La manifestazione del PdL – Conclusioni -
20 mar
Come sempre fa rimanere lì la quantità di gente che Berlusconi, in meno di 10 giorni, riesce a richiamare quando fa l’appello.
Al di là dei numeri (certamente un milione non erano, ma va dato atto che era una marea di gente, vedremo dalle foto aeree nei prossimi giorni lo spazio al suolo occupato) è stata la solita riedizione delle solite manifestazioni. Nessun colpo di teatro, nessuna uscita a sorpresa. Berlusconi ha però citato quei quattro, cinque punti che tutti i candidati si sono impegnati ad attuare ed ha messo l’accento su quei tre anni che restano della legislatura. Tre anni di lavoro senza elezioni intermedie – cosa che va sottolineata e soprattutto sfruttata dal Governo stesso – che vanno utilizzati per quelle riforme che ormai DEVONO essere fatte, pena la completa delusione dei 20 milioni di elettori del 2008.
Gli attacchi alla sinistra sono stati moderati, in fin dei conti è stato ancora buono, anche ai giudici ne ha dette poche. Le solite cose.
Nel complesso queste manifestazioni sono grandi bis dello stesso spettacolo, il ritornello, le battute, i punti elenco sono sempre quelli, tuttavia le idee ci sono.
Sono lì. Vanno solo attuate.
E questa è la differenza tra il PdL e il PD e l’IdV. Questi ultimi non hanno un porgramma chiaro, condiviso (nemmeno nelle regioni dove si presentano alleati), proposte chiare da far votare alla propria base elettorale. L’unica cosa che li lega e li mobilita è il solito anti-berlusconismo, il solito richiamo al pericolo democratico (parzialmente utilizzato anche da Berlusconi, ma con altra accezione). Non possono vincere, non possono vincere in modo completo e duraturo. Perchè non hanno un progetto, una corsa costruita e progettata con consapevolezza, ma solo un traguardo da tagliare. Avranno parzialmente e localmente qualche gloria, ma nel complesso del Paese e nel lungo periodo non hanno speranze.
E vedremo come sarà l’ultima settimana di campagna elettorale, sapendo che il consiglio di Stato ha appena negato la partecipazione della lista del PdL nella provincia di Roma ed è stato anche negato il rinvio delle elezioni per consentire alla lista di Sgarbi di effettuare la campagna elettorale in modo adeguato.
Fuoco alle polveri. E alla Polverini a questo punto.
La manifestazione del PdL – gli interventi -
20 mar
18.22: Berlusconi, circondato da tutti i candidati, saluta e chiude dicendo W il PdL, W la Lega (la Polverini lo guarda di traverso). E via con “Meno male che Silvio c’è”.
18.15: storia della Polverini, “grande lavoratrice”, se la lista PdL non dovesse esserci, potremo vincere lo stesso facendo una croce sulla lista della Polverini. Distribuzione del Patto per la libertà. Mano sul cuore e Berlusconi recita il patto: attuazione del piano casa, snellimento procedure burocratiche, taglio tasse, imprese in un giorno, sanità efficace e umana, messa a dimora di alberi in tutte le regioni. Giuramento corale (da recita scolastica, ma se lo attuano davvero sarebbe una meraviglia).
18.10: grandi parole per Caldoro, Cota, Formigoni, Palese (Puglia)
18.07: concluso l’intervento chiama i candidati alle regionali presentandoli uno a uno.
18.06: voto del 28 e 29 marzo è ancora una volta una scelta di campo. Con voi vince l’amore, con voi vince la libertà!
18.03: mancano tre anni di lesgislatura. Faremo riforma della giustizia, lotta alle mafie, meno tasse, meno burocrazia, più infrastrutture. Porteremo a compimento la riforma liberale.
18.02: Zaia non c’è perchè ha avuto lutto in famiglia. Berlusconi riprende: anche nel Lazio vinceremo grazie alla Polverini.
18.00: Bossi parla dicendo perchè è amico di Silvio: no a pedofilia (?), no a famiglia trasversale, immigrazione clandestina non c’è più, c’è bisogno di fare le riforme e con Berlusconi ci stiamo riuscendo.
17.56: chiama al pulpito l’amico Bossi, se lo abbraccia e ne riconosce la leatà e l’equilibrio. “E’ un uomo del popolo, uno di noi”. Bossi ringrazia, dicendo che a Berlusconi non ha mai chiesto un soldo a differenza di altri.
17.53: parla delle intercettazioni “casuali” di cui lui stesso e i ministri sono stati oggetto. La sinistra ha cavalcato gli interventi della magistratura perchè in una campagna elettorale regolare avrebbero dovuto rendere conto dei fallimenti in Campania, Calabria, Puglia, per la monnezza, gli scandali nella sanità e per le controversie della TAV in Piemonte.
17.50: se il PdL vincerà nelle regioni al voto si instaurerà una sintonia tra regioni e Governo centrale che fino ad oggi non c’è stata con le regioni governate dalla sinistra. I candidati firmeranno un patto del fare con le regioni. Include il piano casa, sanità con metà dei giorni di attesa, impresa in un solo giorno, meno burocrazia.
17.48: dato risposta a problemi gravissimi che la sinistra ha creato: monnezza di Napoli, mantenuto l’italianità di Alitalia.
17.45: hanno inventato un mese fa una tangentopoli che non esisteva, opera di singoli che vanno individuati e puniti. Hanno gettato fango sul miracolo dell’Aquila. Su Bertolaso e persone come lui che sono oneste moralmente ed intellettualmente.
17.42: solite domande retoriche “volete che la sinistra ritorni?” rimetterebbe ICI, tasse, immigrati, intercettazioni a manetta, cazzi e mazzi… solite tiritere. Volete pollai in RAI pagati con i nostri soldi? NOOOOOO.
17.40: sinistra anticlericale e con i giustizialisti. Sinistra non ha mai imparato a fare opposizione seria e responsabile. Pensate al pericolo per la democrazia se loro tornassero al potere.
17.39: tirata contro la sinistra, sempre gli stessi, con alleati ancora peggio di loro. Sono ammanettati al campione del giustizialismo, incapaci di governare, cavalcano le inchieste della magistratura.
17.37: autocitazione della discesa in campo del ‘94 (che palle).
17.35: ricorda la grande manifestazione del 2 dicembre 2006 quando nacque dal basso il PdL. La gente chiedeva di rinunciare alle tensioni interne e dar vita ad un nuovo movimento.
17.33: trovato un link di ripiego. Tirata sui giudici che hanno bloccato le liste. Diritto a non essere spiati.
17.29: Silvio inizia a parlare. Ringrazia per essere venuti alla grande festa di libertà. E sky tg 24 stacca a discorso appena iniziato. Ma vaffanculo!
17.28: Berlusconi è sul palco con l’inno d’Italia come sottofondo.
17.26: “-30% di criminalità, chiuso campi rom, lanciamo grandi progetti per Roma capitale, ci siamo lasciati alle spalle l’ipocrisia e il buonismo del passato, portiamo il governo del fare in tutte le regioni, anche nel Lazio dove Renata Polverini deve vincere”.
17.25: Intervento di Alemanno (che ha respirato elio forse…). “Siete tanti, siete belli”.
17.23: bei cartelloni: “Via Santoro da RAIDUE”, “Noi a San Giovanni voi da Santoro”. Pochissime bandiere della Lega, moltissime del PdL e per la Polverini.
17.20: Demo Morselli e i suoi impazzano con i loro medley da paura… ti prego Berlusca spicciati che è meglio! XD
17.15: Troppe bandiere cazzuola, non si vede una cippa! ![]()
Per rimanere in tema di numeri sparacchiati, secondo Repubblica l’altra manifestazione (contro la “privatizzazione” dell’acqua) aveva 200.000 sostenitori.
17.08: Lupi annuncia che nel giro di 5 minuti arriverà Berlusca. Tremonti nel retropalco dice “Addio” ai giornalisti in attesa. Verdini annuncia i numeri ufficiali: oltre un milione di partecipanti (booooom!)
Ancora cortei in movimento alle 17.00…
La manifestazione del PdL – i cortei -
20 mar
15.14
Iniziati i due cortei che confluiranno in piazza San Giovanni. Alla testa di uno c’è la Polverini (con un po’ di donne PdL) col sindaco Alemanno e alla testa dell’altro c’è la Meloni con tutti i candidati delle altre regioni.
Intanto arrivano altre dichiarazioni dell’opposizione…
Di Pietro: Governo falsifica le carte, sconfessa sè stesso perchè manifesta contro l’opposizione quando di solito si manifesta contro chi ha il potere. COME AL SOLITO NON CAPISCE UN’ACCA…
Qualche striscione: “Salva la vita a un bambino e marcia contro la Bonino”, “Marrazzo e Bonino, stessa gente, stesso declino”, “Potete cancellare una lista ma non potete cancellare il PdL”, “Droga, aborto e eutanasia, emma bonino vattene via”.
Il corteo inizia a muoversi, gran sventolio di bandiere del PdL. Tanta gente…
Potevano mancare i guastatori? Ovviamente no. Dalle finestre che danno sul corteo spuntano bandiere rosse. Accolte ovviamente con cori “scemi, scemi”.
Addirittura Hello Kitty, purchè su sfondo rosso! Questa gente dalle finestre proprio non la capisco… perchè devono mettersi in mostra? La pensate diversamente? Partecipate alla manifestazione giusta, no?! Il bello è che fanno anche vedere striscioni tipo “Libero pensiero in libero Stato”… alla faccia!
Verdini intanto in piazza sta intrattenendo la folla (abbastanza numerosa) già raccolta lì. Lupi dà il benvenuto ad uno dei cortei (che sembrano davvero massicci).
Oddio, la colonna sonora fa veramente cagare. Tanto valeva stirare la colonna vertebrale di una ventina di gatti. Si sarebbero ottenuti suoni più carezzevoli… oddio, è diretta da Morselli eh, quindi era ovvio!
16.10
Oddio, canta Apicella un testo del “presidentissimo” (come l’ha chiamato lui). XD Come previsto faceva veramente pena. Sembrava la colonna sonora di “The Mask”…
Bello striscione su un bus del PdLRoma: “Di Pietro Cialtrone”.
16.14
La Russa è arrivato sul palco… Lupi ha sempre più il tono del capocomitiva del grest…
“Come può uno scoglio arginare il mare” questo uno striscione che stava in mezzo ai maroni e che La Russa ha chiesto di spostare per far posto alla gente in arrivo. La Russa è molto meglio come animatore: “Ragazzi, togliete gli striscioni, dai, sennò vengo lì io, eh!”
Iniziano ad arrivare i ministri… pensiero alla Gelmini in gravidanza, La Russa: “se nasce oggi ed è maschio lo chiamiamo Giovanni”! Che sagoma…
La Russa in delirio chiede di suonare l’inno d’Italia… con la vocina che si ritrova fa accapponare la pelle, ma l’importante è il pensiero!
16.25
La piazza si riempie: colpo d’occhio pazzesco e i cortei non hanno smesso di confluire…
E’ arrivata la Polverini (da dieci minuti, ma Lupi se n’è accorto solo adesso…)
Il corteo si è dovuto spezzare in due per poter entrare da due parti in piazza, altrimenti non ce l’avrebbe fatta. E’ arrivata la Moratti, si intravede Brunetta dietro il parapetto del palco…
16.40
Ormai sul palco ci sono tutti: ministri, sottosegretari, sindaci, governatori, candidati manca solo Silvio. Arriverà col jetpack?!
Lupi (ormai se potessi lo butterei giù dal palco) annuncia i candidati alle regionali: Pagliuca, Scopelliti, Caldoro, Bernini, Polverini, Biasotti, Formigoni, Marinelli, Cota, Faenzi, ecc…
E’ arrivato Tremonti…
Striscione per Silvio da Reggio Emilia… O_O
La Russa chiede alla gente di scendere dalle torrette montate in piazza perchè hanno un limite di peso che non può essere superato. “Troppa grazia sant’Antonio, meno male dicevano che non ci sarebbe stato nessuno!”
La Repubblica segue la manifestazione solo ed esclusivamente per sottolineare gli insulti rivolti dai manifestanti azzurri ai vocianti provocatori che si affacciano dai condomini con bandiere, magliette e tovaglie viola e rosse. Da barzelletta.
Tra poco dovrebbero iniziare gli interventi dal palco (ammesso e non concesso che finisca l’affusso di gente in piazza), ai quali dedicherò un altro post.
E oggi altra piazzata…
20 mar
A 7 ore dalla manifestazione del PdL, a Roma in piazza San Giovanni, rimaniamo in attesa di vedere un altro popolo che sfila, manifesta, urla, inneggia ai propri idoli politici dopo la massa viola della settimana scorsa.
Questo popolo scende in piazza con slogan decisi da Berlusconi: “l’amore vince sull’invidia e sull’odio”, “manifestazione di proposta e non di protesta”, “manifestazione di contenuti”. Spero vivamente soprattutto negli ultimi due, cioè di vedere e sentire proposte politiche, tempistiche di attuazione del programma e, ancora una volta, spero di sentire una nuova motivazione, un nuovo slancio nella convinzione dell’attuazione delle riforme fiscale, giudiziaria e della pubblica amministrazione. Senza dimenticarsi il rilancio delle opere pubbliche.
Insomma, è da anni che Berlusconi propone gli stessi cavalli di battaglia, ma finora ben pochi si sono tradotti in realtà.
Vuoi per difficoltà economiche oggettive, emergenze di tipo catastrofico, dinamiche raccapriccianti interne alla maggioranza, ecc…
Del resto è emblematico che ogni x anni, Berlusconi senta la necessità di far vedere, più che altro ai suoi alleati secondo me, che il popolo è con lui, che si anima a sentirsi ripetere il suo storico programma delle meraviglie. Sono sempre più convinto che lui vorrebbe davvero fare quelle riforme, ma resistenze da lui indipendenti ne frenino l’esecuzione. Non so se siano meramente di tipo economico (non ha i danè per farle) o di altro tipo (resistenze di “lobby” che fanno riferimento a pezzi di PdL? Chi ha detto CL?). Sinceramente non l’ho ancora capito.
Rimane il fatto che vedremo un’altra parata di politici e una folla venerante (chissà se vastissima, vedremo – la cosa certa è che il numero sarà moltiplicato per un fattore 10, come da prassi manifestaiola) che tributerà loro un’iniezione – in itinere – di supporto popolare. Nulla di strano, per carità, “amiamo tutti essere apprezzati per il nostro duro lavoro” (cit.). Si spera solo di sentire davvero qualche proposta concreta e non i soliti refrain contro i giudici rossi, la sinistra comunista e ammennicoli del genere. Ovviamente ci saranno, se no non sarebbe una manifestazione berlusconiana, ma si spera che non siano la parte prevalente. Tutto qui.
Sicuramente spiace sentire che D’Alema considera questo come “un giorno spiacevole per la democrazia”, come se il popolo di centro-destra avesse meno diritti sulla piazza di quanti ne abbia il popolo rosso-viola; o anche sentire uscite criptiche e sinceramente incomprensibili di Bersani: “mi auguro che anche quella di Berlusconi [la manifestazione, n.d.OA] sia costituzionale”. Una manifestazione Costituzionale non s’era ancora sentita…
Certamente il leader piddino ce l’aveva con il rispetto delle istituzioni. Si augura che nella manifestazione del PdL non si attacchino le cariche istituzionali. Certo che detto da un alleato di Di Pietro può essere preso come una sorta di scherzo. Ma tant’è. Sicuramente ci sarà l’attacco al CSM (giustissimo, peraltro) e anche a qualche TAR.
Senza dimenticare che il pronunciamento del consiglio di Stato sulla faccenda delle liste nel Lazio è atteso proprio durante la manifestazione. Quindi c’è la doppia possibilità che se la sentenza fosse favorevole al PdL, Berlusconi impugnerebbe la sentenza come il risultato della mobilitazione, viceversa, in caso di bocciatura delle liste il premier avrebbe gioco facile nel ribadire il proprio sdegno per il vulnus arrecato alla democrazia.
Insomma, è una situazione, detta nel gergo della teoria dei giochi, “win-win”. Cioè di vittoria in entrambi i casi.
Nel caso di ci fosse una larga partecipazione popolare allora il risultato della mobilitazione, secondo Berlusconi ovviamente, sarebbe addirittura eccezionale.
Comunicazione di servizio: cercherò di seguire la manifestazione in live blogging. Almeno per consegnare alla Storia le dichiarazioni migliori dei protagonisti. Buahahahahahhah!













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